SEZIONE L

I pi a e nn), o ai a o ea o o a a o ), e, o IDRAULICA L 57 permanente è lenta e con tiranti che decrescono nel verso del moto, quindi accelerata (profilo DLA). Per h , k si realizza l unico caso di corrente veloce in un alveo de , 0 (Fig. 2.36). La corrente di moto dh permanente, essendo animata da una velocità media superiore a quella di moto uniforme (poiché h , ho), è caratterizzata da maggiori dissipazioni energetiche rispetto alla corrente uniforme, per cui risulta l . i. Dalla equazione differenziale, essendo de dh , 0 e i 2 l , 0, risulta . 0 , cioè la corrente di moto permanente è veloce e dh ds con tiranti che crescono nel verso del moto, quindi ritardata (profilo DVR). Anche per un alveo a forte pendenza si possono presentare tre differenti tipi di profilo. Per h . k, si ricade nel ramo delle correnti lente della curva e (h) e pertanto risulta de . 0 (Fig. 2.37). La corrente di moto permanente, essendo animata da una velocità dh media minore di quella di moto uniforme (poiché h . ho), dissipa meno energia della corrente uniforme, per cui risulta l , i. Dalla equazione differenziale, essendo D . 0 dh . 0 , cioè la corrente di moto permanente è lenta e con tiranti che e N . 0, risulta ds crescono nel verso del moto, quindi ritardata (profilo FLR). Per ho , h , k si ricade de , 0 (Fig. 2.37). La nel ramo delle correnti veloci della curva e (h) e pertanto risulta dh corrente di moto permanente, essendo animata da una velocità media minore di quella di moto uniforme (poiché h . ho), è caratterizzata da minori dissipazioni energetiche rispetto alla corrente uniforme, per cui risulta l , i. Dalla equazione differenziale, dh , 0 , cioè la corrente di moto permanente è veloce e essendo D , 0 e N . 0, risulta ds con tiranti che decrescono nel verso del moto, quindi accelerata (profilo FVA). Per h , ho si ricade ancora nel ramo delle correnti veloci delle curva e (h) e pertanto risulde , 0 (Fig. 2.37). La corrente di moto permanente, essendo animata da una velocità ta dh a debole pendenza e pertanto risulta L FIG. 2.37 Andamento della curva e(h) e dei profili di rigurgito in un alveo a forte pendenza. L02_1_Idraulica.indd 57 5/31/18 8:05 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna