1.3.7 Misura di portata nelle correnti a pelo libero

L 64 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - IDRAULICA, IDROLOGIA E SISTEMAZIONI 1.3.7 Misura di portata nelle correnti a pelo libero. Le misure di portata possono essere effettuate in maniera indiretta, cioè rilevando la sezione idrica trasversale e misurando la velocità media, oppure rilevando direttamente la portata, mediante un apposito manufatto di misura (stramazzo, salto, venturimetro, ecc.) di cui si conosce la scala di efflusso. Se si dispone di un tratto rettilineo, abbastanza lungo, per il quale è nota la geometria della sezione trasversale, la misura del tirante consente di ottenere l area della sezione idrica, mentre la velocità media nella sezione è determinata utilizzando un galleggiante. Occorre determinare il tempo t che un galleggiante impiega a percorrere, trascinato dal filone superficiale dalla corrente, un tratto rettilineo di lunghezza s per determinare la s velocità in superficie Vs 5 . La velocità media t della corrente è pari circa all 80-90% di quella in superficie Vs. La distribuzione delle velocità medie locali nella sezione (Fig. 2.45) può essere determinata individuando alcune verticali nella sezione trasversale (ad es. le sei di Fig. 2.45), con il criterio di ridurre la distanza tra le verticali a mano a mano che dall asse della sezione ci si sposta verso le sponde, lungo le quali rilevare i valori di velocità in corrispondenza di un prefissato numero di punti. Per ciascuna distribuzione verticale delle velocità (profilo di velocità) viene calcolato, per integrazione, il valore medio (V1, V2, V3, ) perve- FIG. 2.45 Mulinello e schema per la misura delle distribuzioni nendo alla distribuzione orizzontale dei valori di velocità. medi. Ipotizzando una variazione lineare tra un valore medio di velocità e il successivo, si ottiene la distribuzione orizzontale che per integrazione fornisce la portata. Il rilievo del valore medio locale di velocità è effettuato, in ciascun punto di misura, facendo ricorso a un mulinello (Fig. 2.45). Si tratta di un apparecchio dotato di un elica collegata a un rotismo munito di contagiri. Lo strumento è dotato di una curva di taratura che fornisce il valore di velocità in funzione del numero n di giri dell elica nell unità di tempo. Le misure dirette possono essere effettuate mediante un salto di fondo, un misuratore a risalto, un misuratore a cilindri. Per un canale a debole pendenza con un salto di fondo terminale, o intermedio, la misura di portata può essere effettuata facendo ricorso alla misura dell altezza idrica proprio in corrispondenza del salto ye (Fig. 2.46) e alla relazione che esiste, per fissata forma della sezione, scabrezza del canale e tipo di getto (libero o confinato tra le pareti del L02_1_Idraulica.indd 64 5/31/18 8:05 AM F c d d F e le n

SEZIONE L
SEZIONE L
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L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna