SEZIONE L

I a e ni a n- a e ni a è e e eei ni a e ne o e eo li o e io, o e le o e e ia oo IDROLOGIA L 69 spazio e intense, con fenomeni di tipo temporalesco. L effetto orografico è invece legato alla presenza fisica di una catena montuosa che forza il flusso d aria umida a salire per superarla, con conseguente raffreddamento e abbondanti precipitazioni in prossimità dei rilievi esposti. Un tipico effetto orografico è legato alle situazioni di fhoen e di stau, molto frequenti sui versanti alpini. Spesso i tre meccanismi sono combinati l uno con l altro. Misura e distribuzione spaziale e temporale. La misura della precipitazione liquida avviene in stazioni dotate di pluviometro: una bocca tarata di area nota convoglia l acqua al sistema di misura sottostante. Il sistema di misura è costituito da una coppia di vaschette montate su di un equipaggio ad altalena (bascula). Quando una vaschetta è piena, il peso dell acqua attua la basculazione dell equipaggio, provocando lo scarico della prima vaschetta e posizionando l altra nella posizione di raccolta, pronta a eseguire il successivo ciclo. Sull equipaggio è montato un magnete permanente che a ogni basculamento attiva un interruttore di tipo reed generando un contatto di chiusura. La misura della precipitazione mediante una rete di pluviometri costituisce un esempio di misura puntuale multipla. Più spesso si richiede la conoscenza del valore di precipitazione riferito alla superficie del bacino; in tal caso è necessario stimare un valore areale a partire dalle varie misure puntuali . In caso di precipitazioni di tipo ciclonico, determinate da estese perturbazioni meteorologiche, la stima della pioggia areale risulta ragionevolmente affidabile a meno della presenza di specifiche peculiarità orografiche che ne alterino il campo di distribuzione. Più complesso è il problema nel caso di precipitazioni associate a eventi di tipo convettivo. In tal caso la dimensione delle singole celle di precipitazione, di intensità assai diversa tra loro, può essere di gran lunga inferiore alla distanza media tra i pluviometri. I poligoni di Thiessen (Fig. 2.49) sono un metodo grafico-statistico che associa a ciascun valore puntuale una superficie di pertinenza, detta topoieto, nell intorno del punto stesso. I topoieti sono tracciati collegando con un segmento ciascuna stazione L FIG. 2.49 Esempio di topoieti. L02_2_Idrologia.indd 69 5/31/18 8:08 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna