2. Il moto

L 8 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - RICHIAMI DI FISICA APPLICATA Ciascuna unità di misura fondamentale o derivata viene indicata da un proprio simbolo, eventualmente anticipato da un prefisso per esprimere i multipli o i sottomultipli della grandezza in questione (Tab. 1.2). Tuttavia, a livello tecnico e commerciale, e soprattutto in ambito agrario, vi è ancora la tendenza ad utilizzare unità di misura non appartenenti al sistema SI, quali: q a c il tempo in minuti (min) od ore (h), anziché in secondi (s); la superficie in ettari (ha), anziché in metri quadri (m2); il volume in litri (L), anziché in metri cubi (m3); la velocità in chilometri orari (km/h), anziché in metri al secondo (m/s); la pressione in atmosfere (atm), anziché in pascal (Pa); la potenza meccanica in cavalli (CV ), anziché in watt (W ); l energia termica in chilocalorie (kcal ), anziché in joule (J ). d Per trasformare il valore numerico di una grandezza espresso in unità SI in unità appartenenti ad altro sistema di misura, si ricorre a specifici fattori di conversione, cioè a parametri (numeri costanti) associati ad unità di misura derivate, contenenti le unità di entrambi i sistemi di misura (Tab. 1.3). L.1 s tr s 2. Il moto A s lf 2.1 Velocità media. Si dice che un corpo, idealmente concepito come puntiforme, è in moto quando, in tempi diversi, si trova ad occupare posizioni diverse. Viceversa, quando al variare del tempo un corpo si mantiene sempre nella stessa posizione, si dice che si trova in uno stato di quiete. L insieme delle posizioni occupate dal corpo, in tempi diversi, prende il nome di traiettoria. La variazione di posizione rapportata all unità di tempo è detta velocità. La posizione si misura come distanza (in m) rispetto ad un punto di riferimento, mentre il tempo si misura in secondi (s). Conseguentemente, la velocità è una grandezza derivata che si esprime in m/s. Quando la traiettoria è descritta da una linea retta il moto è di tipo rettilineo. Se la velocità si mantiene sempre costante (cioè, se in tempi uguali si percorrono spazi uguali), il moto è detto rettilineo uniforme. In realtà, per le macchine in lavoro sarebbe più corretto parlare di moto vario. Nel moto vario, la velocità media (Vm) di un corpo è data dal rapporto tra lo spazio percorso (s) ed il tempo (t ) impiegato a percorrerlo, indipendentemente dalla natura della traiettoria svolta: s Vm 5 t La maggior parte delle macchine operatrici è dotata di un fronte di lavoro con cui processare una data superficie (per esempio: i versoi di un aratro su un campo da arare; la barra di taglio di una falciatrice su un prato da falciare). In tal caso il valore complessivo dello spostamento s da compiere sul campo per svolgere integralmente il lavoro è data da: A s5 lf dove A (m2) è la superficie da lavorare e lf (m) è la larghezza del fronte di lavoro. L01_FisicaApplicata.indd 8 6/14/18 4:56 PM s 2 è u a v a c s c in

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna