SEZIONE L

L 80 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - IDRAULICA, IDROLOGIA E SISTEMAZIONI A titolo indicativo, per i bacini montani si utilizzano carte tecniche (1:10.000 o 1:5.000) fino a 10/20 km , tavolette 1:25.000 fino a 100 km , quadranti 1:100.000 per bacini superiori a 1.000 km e fogli 1:50.000 per bacini di dimensioni intermedie. La generalizzata disponibilità di cartografia numerica rende tuttavia ridondanti tali indicazioni. La misura dell area è sempre un operazione della massima importanza perché volta a definire il parametro morfometrico più rilevante: l area infatti viene usata nella determinazione di quasi tutti gli altri parametri e gioca un ruolo sostanziale nelle operazioni di bilancio idrologico. A volte viene utilmente suddivisa in area delle zone permeabili e area di quelle impermeabili o, a seconda dei casi, in aree parziali di uniformi caratteristiche vegetazionali, pedologiche, geologiche, ecc. L andamento della quota in un bacino è studiato mediante la curva ipsometrica (Fig. 2.52) che viene costruita misurando ciascuna area compresa tra due successive curve di livello e consente di valutare l estensione del bacino su ciascuna frazione di quota. Considerando aree e quote in rapporto rispettivamente all area totale e al dislivello tra la sezione di chiusura e il punto più alto del bacino, si ottiene la curva ipsometrica adimensionale che consente una stima grossolana di alcune caratteristiche del bacino connesse con il grado di evoluzione morfometrica. La quota media del bacino [hm], sempre riferita al livello del mare {m.s.m.}, è data dall integrale della curva ipsometrica diviso per l area del bacino. Normalmente la quota media si calcola come media, pesata sull area [Aj], delle quote centrali [hj] delle singole fasce altimetriche: hm 5 a 1 Aj hj 2 a Aj La pendenza dei versanti di un bacino, espressa in percentuale o come numero puro, gioca un ruolo fondamentale nella formazione dei deflussi. q c e d tr [ le c fo n d u U d la c p e FIG. 2.52 Curva ipsometrica. L02_2_Idrologia.indd 80 5/31/18 8:09 AM

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna