SEZIONE L

I o r a a- a rni e i- a ra. a ne a a ], o, IDROLOGIA L 81 Considerando una fascia di area [Aj] compresa tra due successive linee di livello di quota [hj] e [hj11], lunghezza [lj] e [lj11] e distanza media [dj], si ha che: Aj 5 1 lj11 1 lj 2 2 dj mentre la pendenza della fascia è: ij 5 combinando le due equazioni si ottiene: ij 5 1 hj11 1 hj 2 dj 1 hj11 1 hj 2 1 lj11 1 lj 2 2 Aj e poiché la pendenza media [im] è data dalla media, pesata sull area, delle pendenze a 1 ij Aj 2 che sviluppata porta in definitiva alla: delle n-1 fasce, si ha: im 5 a Aj im 5 hn ln 2 h1 l1 1 a 1 hj11 lj 2 hj lj11 2 2 a Aj Più semplicemente, se [e 5 hj11 2 hj] è costante (con [e] 5 equidistanza di quota tra linee di livello successive), approssimando [lj 5 1/2 (lj11 1 lj)] e tenendo conto che [ln < 0] e [SAj 5 A], si applica la formula di Horton: e a lj im 5 A L inclinazione [a] è l angolo che la superficie di pendenza [im] forma con l orizzontale: a 5 arctan 1 im 2 e consente di stimare l area effettiva del bacino [Ae]: Ae 5 A/cos a. coefficienti di forma. La risposta idrologica di un bacino è sempre influenzata dalla forma dello stesso a causa dei diversi tempi di percorrenza dell acqua sui versanti e nella rete idrografica. Poiché la forma di un bacino è una delle proprietà più difficili da definire senza ambiguità, vi sono numerose espressioni usate allo scopo di determinare un coefficiente (o fattore) di forma. Una delle più note è quella di Gravelius in cui il perimetro del bacino [P] (lunghezza dello spartiacque) viene rapportato a quello di un cerchio di pari superficie [A]: Cf 5 L 0,28 P P P 5 5 2pr 2 p"A/p "A Si tratta in realtà di un coefficiente di circolarità, tanto più vicino a 1,0 quanto più la forma del bacino si avvicina al cerchio. Nell espressione di Miller, ancora un coefficiente di circolarità, è l area del bacino a essere rapportata a quella del cerchio avente perimetro uguale alla lunghezza dello spartiacque del bacino [P]: Cf 5 4pA P2 La lunghezza retta del bacino [Lb] è definita come la distanza tra la sezione di chiusura e il punto sullo spartiacque linearmente più lontano da essa. Sulla base di tale grandezza, L02_2_Idrologia.indd 81 5/31/18 8:09 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna