SEZIONE L

I e n- n e e n e pe. el ae, e e n lni ei n ua, ui di e e e e a o nn te e IDROLOGIA L 83 dalla sezione di chiusura) e la lunghezza corrispondente. La pendenza media di un corso d acqua può anche essere determinata graficamente: una volta tracciato il profilo longitudinale del collettore, detta pendenza viene individuata variando l inclinazione della semiretta di compenso fino a identificare un triangolo di superficie uguale a quella della figura sottesa dal profilo longitudinale. I tre metodi per il calcolo della pendenza longitudinale di un asta fluviale cui si è fatto cenno possono portare alla determinazione di valori sensibilmente diversi fra loro. morfologia della rete idrografica: densità del drenaggio. Lo sviluppo e la morfologia della rete idrografica dipendono dalle caratteristiche climatiche e strutturali dei bacini idrografici. Un classico indice relativo allo sviluppo della rete idrografica di un bacino è la densità del drenaggio, usualmente espressa in {km21}, che è pari al rapporto fra lo sviluppo complessivo della rete idrografica del bacino e la superficie del bacino stesso: lj D5a A L importanza della densità del drenaggio negli studi idrologici a livello di bacino risiede nel fatto che essa rappresenta un parametro molto sensibile, in grado di esprimere efficacemente il legame fra le caratteristiche del bacino e i processi che hanno luogo nella rete idrografica. Diversi sono i processi idrologici che appaiono in relazione con lo sviluppo della rete drenante: a titolo di esempio, si osserva come, a parità di altre condizioni, un bacino con una densità del drenaggio elevata sia caratterizzato da tempi di risposta più brevi, dovuti alla maggiore velocità di scorrimento nei collettori rispetto al deflusso sui versanti, e da un convogliamento più efficace del materiale solido asportato dai versanti e dagli alvei. Un bacino può essere considerato poco drenato se il valore della densità di drenaggio è inferiore a 0,6/km, mediamente drenato per valori compresi fra 0,6 e 1,5, mentre valori superiori a 1,5/km, consueti nella regione alpina, caratterizzano bacini con un forte sviluppo della rete di drenaggio. Un elemento di soggettività che non di rado è presente nel calcolo della densità del drenaggio riguarda la completa individuazione dei collettori minori che fanno parte della rete idrografica del bacino: per tale individuazione possono non essere sufficienti le carte topografiche usualmente disponibili; notevole importanza può assumere, pertanto, l osservazione di foto aeree e l effettuazione di rilievi di campagna. Il reciproco della densità del drenaggio è detto costante di permanenza del canale. Tale parametro, che ha la dimensione di una lunghezza, rappresenta la superficie media che contribuisce all unità di lunghezza della rete idrografica. Un ulteriore parametro è la lunghezza media del piano di scorrimento del deflusso superficiale che viene sovente posta pari a metà della costante di permanenza del canale: L5 L A l 2 a j ordine dei segmenti fluviali, indici gerarchici. Un passo ulteriore nell analisi della rete di drenaggio e nella caratterizzazione dei bacini idrografici in relazione ai processi fluviali è rappresentato dalla classificazione gerarchica dei segmenti di drenaggio ovvero dall assegnazione a ciascuno di essi di un valore numerico dipendente dalla sua posizione nell ambito del reticolo idrografico. Fra le diverse metodologie proposte per la classificazione dei segmenti fluviali, ampia diffusione ha il metodo di Strahler. Nell ambito del reticolo idrografico di un bacino, vengono identificati come collettori di primo L02_2_Idrologia.indd 83 5/31/18 8:09 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna