SEZIONE L

L 84 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - IDRAULICA, IDROLOGIA E SISTEMAZIONI ordine quelli che si generano da sorgenti o dalla concentrazione di deflussi provenienti dai versanti. La confluenza di due collettori di primo ordine dà luogo a un segmento fluviale di secondo ordine. Più generalmente, dalla confluenza di due segmenti fluviali dello stesso ordine, se ne genera uno di ordine immediatamente superiore. L ordine gerarchico di un segmento fluviale non cambia, invece, in seguito alla confluenza di collettori di ordine inferiore (Fig. 2.53). L ordine gerarchico di un bacino è dato dall ordine che caratterizza il collettore principale in corrispondenza della sezione di chiusura considerata. Si definisce rapporto di biforcazione [Rb] il rapporto fra il numero [Nu] di segmenti fluviali di un certo ordine presenti nel bacino e il numero [Nu11] di segmenti fluviali di ordine immediatamente superiore: Rb 5 Nu /Nu11 Valori del rapporto di biforcazione compresi fra 3 e 5 sono quelli che si incontrano più sovente. In bacini idrografici provvisti di caratteristiche uniformi per clima, condizioni litologiche e strutturali e grado di evoluzione morfologica, i valori dei rapporti di biforcazione presentano variazioni piuttosto contenute nel passaggio da un ordine all altro. La legge di Horton sulle frequenze dei segmenti fluviali può essere espressa nel modo seguente: In un bacino idrografico le frequenze dei rami di drenaggio dei vari ordini tendono a formare una serie geometrica inversa in cui il primo termine è l unità e la ragione è il rapporto di biforcazione . L espressione analitica della legge di Horton sulle frequenze dei segmenti fluviali è: l s m o r r d 2 C ti L g s c Nu 5 Rb 1k2u2 i n cui [k] rappresenta l ordine del bacino. La relazione sopra riportata può essere rappresentata mediante una retta in un diagramma che riporta in ascissa gli ordini gerarchici dei segmenti fluviali e in ordinata, in scala logaritmica, le relative frequenze. In un bacino con una rete di drenaggio organizzata in maniera equilibrata, i punti corrispondenti alle frequenze dei collettori dei diversi ordini gerarchici si trovano sulla retta che esprime L02_2_Idrologia.indd 84 c FIG. 2.53 Ordine dei tronchi secondo Strahler. 5/31/18 8:09 AM

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L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna