2.2 Accelerazione

mli a pa à e, a, e di n- n- o o a ui a e e IL MOTO L 9 Per esempio, la conoscenza del comportamento cinematico dei mezzi in campo consente di stimare i tempi di lavoro e la relativa capacità di lavoro di una macchina operatrice. Tale grandezza sta alla base della valutazione delle prestazioni di una macchina e la sua conoscenza è necessaria per la scelta ed il dimensionamento della macchina stessa. Per le operatrici che processano aree, si definisce capacità di lavoro teorica (Ct ) la quantità di superficie che la macchina è in grado di dominare nell unità di tempo, al netto di tutti i tempi morti e/o accessori (trasferimenti, svolte, regolazioni, ecc.) che comunque hanno luogo durante l operazione : A Ct 5 te dove te è detto tempo di lavoro effettivo. Per la precedente formula relativa al calcolo dello spazio percorso, risulta anche A 5 s ? lf ; sostituendo si ha: s # lf A Ct 5 5 5 V m # lf te te Nel sistema SI, Ct è espressa in m2/s. Tuttavia, come già detto, in termini pratici si è soliti esprimere la capacità in ha/h, a partire da una velocità Vm in km/h e da un fronte lf in m. In tal caso, il calcolo di Ct si ha con la relazione: Vm 1 km/h 2 # lf 1 m 2 Ct 1 ha/h 2 5 10 Si noti che la Ct non tiene conto di tutti i tempi improduttivi dovuti e manovre, trasferimenti, ecc. La capacità reale (detta anche operativa), pertanto, risulterà inferiore. 2.2 Accelerazione. In un moto vario, la variazione di velocità nell unità di tempo è detta accelerazione. Il più semplice dei moti vari è quello in cui la velocità varia, in unità di tempo successive, di quantità uguali. In tal caso il moto è detto uniformemente accelerato e l accelerazione è costante. Questa è data dal rapporto tra la variazione di velocità (V ) e l intervallo di tempo (t ) durante il quale tale variazione avviene: L V t Dato che V si misura in m/s e t in s, l accelerazione si misura in m/s2, ossia in metri al secondo per secondo. Un moto che segue una legge di questo tipo è quello della caduta dei gravi. Si parla, in tal caso, di accelerazione di gravità a5 g 5 9,80 m/s2 spazio percorso s5 1# # 2 a t 2 caso della caduta libera dei gravi nel vuoto (dove a 5 g e s 5 h 5 altezza della caduta, in m), può essere reimpostata per calcolare la velocità di arrivo al suolo del Vf 5 !2 # g # h L01_FisicaApplicata.indd 9 6/14/18 4:56 PM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna