2.6 Formazione del deflusso

L 94 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - IDRAULICA, IDROLOGIA E SISTEMAZIONI 2.6 Formazione del deflusso 2.6.1 Teorie sulla formazione del deflusso. La Figura 2.60 rappresenta, in termini schematici, i principali processi che portano al frazionamento dell acqua meteorica in evaporato, acqua nel terreno e acqua sul terreno. Gli ultimi due termini costituiscono, a meno dell invaso in eventuali falde inattive e perdite per evapotraspirazione, l acqua che, in tempi più o meno lunghi, giunge alla rete idrografica. Può esistere uno scambio anche consistente tra le due frazioni in quanto l acqua che inizia a defluire in superficie può successivamente infiltrarsi, mentre l acqua che scorre nel suolo può riemergere in zone di saturazione. im a è s u r d s n in la a d c fr r o T FIG. 2.60 Schema del ciclo idrologico. La precipitazione totale che insiste sulla superficie di un bacino idrografico subisce una prima sottrazione per intercettazione da parte della copertura vegetale. L acqua ritenuta per intercettazione ritorna all atmosfera per evaporazione. Una seconda frazione viene ritenuta dalle irregolarità geometriche, che costituiscono depressioni della superficie, formando pozze dalle quali l acqua in parte può infiltrarsi nel suolo e per il resto evapora al termine della precipitazione, quindi in tempi relativamente lunghi. La capacità di ritenzione è data dal volume massimo di acqua che la copertura vegetale e la superficie possono ritenere. La pioggia totale, sottratta dal volume di acqua ritenuta, costituisce la pioggia netta. Dal punto di vista dei processi idrologici, a seguire anche l acqua prodotta per fusione di precipitazione solida può essere ascritta a pioggia netta. Una frazione della pioggia netta si infiltra nel suolo, prendendo percorsi sotterranei, e solo quando l intensità dell afflusso netto (mm/hr) supera il tasso massimo di infiltrazione (mm/hr), l acqua in eccesso rimane in superficie e inizia a costituire la detenzione superficiale. L acqua detenuta è quella che forma la pellicola d acqua in movimento sul suolo che giunge alla rete idrografica per deflusso superficiale. La detenzione è dunque L02_2_Idrologia.indd 94 5/31/18 8:09 AM a r m d fr in d s s H s d a p u m fo T d u c to s c c d

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna