M.5 VALUTAZIONE DEI BENI AMBIENTALI

M 284 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - VALUTAZIONE DEI BENI AMBIENTALI M.5 Valutazione dei beni ambientali 1. Normative e procedure di stima dei beni ambientali L importanza della conservazione dell ambiente, nelle sue diverse componenti, è stata riconosciuta ormai da lungo tempo dalla legislazione italiana e comunitaria. La legislazione in materia di tutela dell ambiente, al fine di ridurre o mitigare l impatto delle attività antropiche sugli ecosistemi e sul paesaggio, prevede essenzialmente tre tipi di azioni. a. Gestione pubblica delle aree di maggior interesse ambientale e imposizione di vincoli agli operatori privati che vi operano. Si vedano al riguardo le norme relative alla istituzione di parchi e riserve naturali previste dalla legge 6/12/1991, n. 394 Legge quadro sulle aree protette . b. Azioni ex-ante volte a controllare a priori i possibili effetti sull ambiente di opere pubbliche o private. Si possono citare al riguardo la legislazione sulla valutazione di impatto ambientale (di cui al d.P.C.M., 27/12/1988, Norme tecniche per la redazione degli studi di impatto ambientale e succ. modifiche e integrazioni ), sulla valutazione ambientale strategica, sulla valutazione di incidenza e sulla fattibilità delle opere pubbliche (legge 17/5/1999, n. 144, Misure in materia di investimenti e il successivo d.P.C.M. 10/9/1999). c. Azioni ex-post volte al perseguimento penale delle azioni che arrecano danno all ambiente e derivano principalmente dalla legge n. 349 del 1986, che ha istituito il Ministero dell Ambiente, e dalla normativa relativa ai beni paesaggistici che recentemente ha trovato una organica definizione nel Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al d.lgs. 22/1/2004, n. 42. Da un punto di vista generale si possono individuare due grandi categorie di metodi di valutazione. 1. Valutazioni su base antropica: secondo questo approccio il valore di un sistema ambientale dipende dal flusso di beni e servizi che è in grado di produrre per una data popolazione. In questo caso si perverrà a una valutazione di tipo monetario che sarà fatta dall estimatore eventualmente in collaborazione con esperti in altre discipline. Queste stime si rendono necessarie nell ambito dell analisi costi-benefici e nella valutazione del danno ambientale. 2. Valutazione su base ecologica o ecosistemica: in questo caso un sistema ambientale verrà giudicato in base alla sua lontananza da una situazione ideale corrispondente allo stato climax. Più in generale le valutazioni su base ecologica tendono a valutare gli effetti di un intervento antropico qual si voglia in base all allontanamento o all avvicinamento di un sistema ecologico o di sue componenti dalla situazione ideale. In questo caso non sarà necessaria una stima monetaria e la valutazione dovrà essere effettuata da un gruppo di esperti di varie discipline. Questo tipo di metodi viene utilizzato nella Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), nella Valutazione di Incidenza, nella Valutazione Ambientale Strategica. In questi casi, dovendo scegliere tra progetti alternativi, si potrà far ricorso all analisi multicriteriale che, è bene sottolinearlo, non costituisce un metodo di valutazione, ma solo un criterio razionale per selezionare progetti. M05_Valutazione_Beni.indd 284 5/31/18 11:12 AM z d c z fo n e t p t c lu s r n d m p in s 1 li 1 2 lo d s e c m m

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini