1.1 Approcci estimativi

a ie di na e e di aae il mie di di a a o e ci nna o e à di di e or NORMATIVE E PROCEDURE DI STIMA DEI BENI AMBIENTALI M 285 Nella normativa italiana vengono proposte entrambe le categorie di metodi di valutazione. Va però sottolineato che solo le valutazioni di tipo monetario sono di pertinenza dell estimo, mentre le valutazioni su base ecologica o ecosistemica riguardano altre categorie di esperti e non saranno oggetto di trattazione in questa sede. Data l ampiezza del quadro legislativo relativo ai temi in questione, a seguire, dopo aver cercato di fornire una definizione di danni e benefici ambientali , saranno richiamate solo le norme che possono assumere maggiore rilevanza estimativa poiché in esse appare più evidente il richiamo alla necessità di valutare le risorse ambientali. I metodi di valutazione che si possono utilizzare sono stati descritti quando si è trattato della stima nel contesto pubblico e quindi, ora, si tratta di individuare come possano essere impiegati a livello operativo per far fronte alle problematiche estimative poste dalla legislazione vigente. comunque opportuno precisare che, a seconda che si operi in una situazione di valutazione ex-ante (analisi costi-benefici) o di valutazione ex-post (valutazione del danno ambientale), potrà cambiare l oggetto della stima e la procedura da impiegare. Nel caso delle valutazioni ex-ante la stima potrà riguardare le singole componenti dell ambiente (aria, acqua, suolo, ecc.) o il progetto nel suo complesso (una cava, una miniera, un impianto di depurazione, un elettrodotto, ecc.). Le valutazioni ex-ante potranno inoltre riguardare sia peggioramenti che miglioramenti della qualità delle risorse. Nel caso delle valutazioni ex-post è invece preferibile riferire la stima ai flussi di beni e servizi che un dato sistema ambientale è in grado di produrre. Inoltre le valutazioni ex-post fanno riferimento esclusivamente a situazioni di degrado dell ambiente. 1.1 Approcci estimativi. Ogni sistema ecologico1 è in grado di generare una pluralità di benefici che, a fini estimativi, possono essere classificati in: 1. flussi di beni: trasformati (input per la produzione); consumati direttamente; 2. flussi di servizi: riduzione dei costi di produzione o dei costi sociali; aumento della produttività delle risorse e miglioramento delle condizioni di produzione; benefici diretti o indiretti per la popolazione. Da un punto di vista antropico, si può considerare che il valore di un dato sistema ecologico dipenda essenzialmente dal flusso di beni e servizi che esso è in grado di produrre: M t s 1 VA 5 a a aBnj n b q n51 j51 dove: VA 5 valore del sistema ambientale; Bnj 5 entità che il beneficio j - esimo ha assunto nell anno n - esimo. Quando i benefici siano da considerarsi costanti, annuali e illimitati, la formula potrà essere riscritta come: s B j VA 5 a r j51 c 1 opportuno precisare che per sistema ecologico non si intende un ambiente naturale poiché le caratteristiche di molti sistemi ecologici dipendono dall intervento volontario o involontario dell uomo. In generale si potranno avere sistemi ecologici naturali, prevalentemente naturali e prevalentemente antropici a seconda del ruolo svolto dall uomo nel garantire l equilibrio complessivo del sistema. M05_Valutazione_Beni.indd 285 5/31/18 11:12 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini