2.1 Analisi Costi-Benefici (ACB)

M 290 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - VALUTAZIONE DEI BENI AMBIENTALI 2.1 Analisi Costi-Benefici (ACB). L Analisi costi-benefici consente di verificare, dal punto di vista economico, la convenienza di un piano o progetto nei riguardi non dell ente esecutore, ma dell intera collettività che dall opera progettata trae vantaggi e/o svantaggi. Mentre l operatore privato basa i suoi giudizi di convenienza esclusivamente in termini monetari e mirati al profitto, l ente pubblico deve considerare costi e benefici sociali imputabili alla realizzazione di un progetto di opera pubblica. Costi e benefici sociali sono differenti da costi e benefici privati. A titolo dimostrativo, si pensi alla progettazione di un inceneritore di rifiuti solidi urbani in un area litoranea. Per l operatore privato la realizzazione del progetto comporta una serie di costi necessari per costruire l impianto e per farlo funzionare: costo di materiali, servizi, impianti e macchinari, tributi, salari e contributi, costo dell opera dirigenziale, tecnica e amministrativa, interessi sui capitali immobilizzati, rendite. I benefici, sempre per l operatore privato, si individuano nei ricavi ottenibili dallo smaltimento dei rifiuti: contributi pagati dall ente pubblico, vendita di sottoprodotti, ecc. Si tratta, dunque, di costi e benefici interni, ossia riguardanti i soggetti che realizzano l opera. Per la collettività, invece, a questi costi e benefici interni si aggiungono i costi e benefici esterni, o esternalità, cioè costi e benefici che possono considerarsi tali per l intera popolazione interessata al progetto, ma che non toccano i soggetti che realizzano l opera. Così, l inquinamento atmosferico, che può derivare dall esercizio degli impianti, costituisce un costo esterno, che può essere quantificato monetariamente nella diminuzione di valore delle case circostanti l area prescelta o anche nell abbandono dell utilizzazione del litorale per usi turistici o balneari. Peraltro si possono registrare anche benefici esterni, quali la creazione di nuovi posti di lavoro. In conclusione, mentre per il privato il giudizio di convenienza si basa esclusivamente sull analisi di costi e benefici interni, l ente pubblico deve tener conto dei costi e benefici sociali. Un problema di non trascurabile importanza è connesso alla necessità di rendere contemporanei i valori monetari dei costi e dei benefici. La soluzione consiste nel trasferire all attualità, ossia al momento del giudizio, ogni valore monetario. necessario determinare le due entità di opposto significato: a. costi resi attuali 5 attualizzati ; b. benefici resi attuali 5 attualizzati. Per quanto concerne la durata dell opera pubblica, ossia il tempo di efficacia, il principio generale è quello di determinarne la vita economica, ossia l arco di tempo oltre il quale il beneficio netto marginale annuo, scontato all attualità, risulta di entità pressoché irrilevante. In genere si ritiene che la vita economica della maggior parte delle opere non superi l orizzonte di 25 anni. Una volta definita la vita economica dell opera, si deve scegliere il saggio di attualizzazione dei costi e dei benefici. I suggerimenti forniti al riguardo sono numerosi, ma riteniamo che dal punto di vista logico il saggio da assumere sia quello pertinente a investimenti alternativi oppure alla provvista del capitale. 2.1.1 Criteri di giudizio. Una volta determinate le entità dei costi e dei benefici attualizzati, è necessario procedere alla verifica della convenienza economico-sociale del piano/progetto. M05_Valutazione_Beni.indd 290 5/31/18 11:12 AM le V z d a R d d g a L T z p p e n Q c p v c Il r ta T s v p q

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini