2.2 Valutazione di impatto ambientale (VIA)

ti ci a a o, s. di à, a ti e i. ), e un ). re a u- e i , i ANALISI COSTI-BENEFICI E VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE (STIME EX-ANTE) M 293 2.2 Valutazione di impatto ambientale (VIA). L analisi costi-benefici rappresenta un modello di valutazione monetaria tesa a individuare i progetti di opere pubbliche che, dal punto di vista della collettività, risultano economicamente convenienti. Per contro, la valutazione di impatto ambientale non utilizza una scala monetaria, ma rappresenta una modalità di stima di caratteri qualitativi. In particolare, la VIA tende a misurare il complesso degli effetti, positivi e negativi, che un piano o progetto produce nei confronti dell ambiente naturale e antropizzato nel quale si inserisce. 2.2.1 Normativa e iter procedurale. La VIA trae origine dalla necessità di salvaguardare l ambiente, inteso sia sotto l aspetto fisico e naturale sia sotto quello socioeconomico, culturale, ecc. Ogni opera che si inserisce nell ambiente realizza con questo un impatto, ossia un complesso di modificazioni delle condizioni preesistenti. Ne consegue l esigenza di procedere alla valutazione degli impatti ambientali, prima di realizzare opere suscettibili di provocare significative alterazioni sul territorio e sull ambiente. Dal punto di vista procedurale è necessario disporre di uno strumento metodologico di analisi e di valutazione che consenta di capire tutti i problemi e di scegliere le soluzioni più opportune. Questo strumento è costituito dallo studio di impatto ambientale, che deve essere eseguito dal proponente di un progetto per accedere alla prescritta valutazione di impatto ambientale. In sintesi, l ente proponente deve elaborare uno studio che illustri dettagliatamente l opera che si intende realizzare, prevedendone anche gli effetti sull ambiente e rappresentando gli interventi idonei a mitigare gli effetti negativi con l indicazione di eventuali soluzioni alternative. L amministrazione preposta all esame di tale studio, sulla base delle indicazioni in esso contenute, udito il parere dei competenti organi e consultato il pubblico potenzialmente interessato, deve esprimere un giudizio sull accettabilità o meno dell impatto ambientale dell opera progettata. Tale giudizio costituisce un punto di riferimento per la decisione finale di autorizzazione (con eventuali prescrizioni) all esecuzione dell opera stessa. La Comunità Europea, operante prima della costituzione dell UE, emanò, in materia, la direttiva del 25/6/1985, n. 337, in seguito recepita da tutti gli Stati membri. Tale direttiva stabilì alcuni concetti fondamentali quale quello di ambiente. L ambiente è identificato da tre parti fondamentali: 1. una componente biotica, cioè l uomo, la fauna, la flora; 2. una parte abiotica, costituita da suolo, acqua, paesaggio, clima; 3. una componente socioculturale, comprendente i beni storici, artistici e culturali. Poi la Comunità definì quali erano i progetti da sottoporre obbligatoriamente a VIA e quali dovevano essere sottoposti a procedura semplificata e in via facoltativa. Infine la direttiva sottolineò l importanza della partecipazione del pubblico al processo di VIA attraverso opportune modalità di informazione e di coinvolgimento. La legislazione italiana compì un primo passo con la l. 8/7/1986, n. 349, che istituì il Ministero dell Ambiente e dettò norme in materia di danno ambientale. Essa prevede che i progetti delle opere siano comunicati al Ministero dell Ambiente, al Ministero per i Beni Culturali e Ambientali e alla Regione territorialmente interessata, ai fini della valutazione dell impatto ambientale. M05_Valutazione_Beni.indd 293 M 5/31/18 11:12 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini