2.2.2 Modelli di analisi di impatto ambientale

a oo- ao a di ze a ), o, ù eo, e a e mil e ful e ANALISI COSTI-BENEFICI E VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE (STIME EX-ANTE) M 297 con quella prevedibile in futuro. Sulla base dell insieme delle valutazioni elaborate viene espresso il giudizio finale, che potrà concretarsi nell autorizzazione, nella non approvazione o nella richiesta di modifiche progettuali. 2.2.2 Modelli di analisi di impatto ambientale. Per quanto concerne le tecniche adottabili in sede di valutazione di impatto ambientale, al committente del progetto o all esecutore dello studio competono l individuazione del modello di analisi da utilizzare. Vari sono i metodi proposti; qui di seguito ricordiamo quelli di uso più ricorrente. Check-list (liste di controllo). Rappresentano il metodo più semplice. L ente proponente deve compilare apposite liste che sono predisposte per ciascun tipo di opera e contengono una serie di domande riguardanti le caratteristiche del territorio interessato, sia dal punto di vista fisico che da quello socioeconomico, nonché le conseguenze che possono verificarsi a seguito dell esecuzione delle opere. Le liste forniscono anche i criteri di misurazione degli impatti previsti (probabili tassi di inquinamento dell acqua, dell aria, rumori, ecc.). Matrici. Sono tabelle a doppia entrata, che riportano su un asse l elenco delle attività che possono provocare un impatto sull ambiente e sull altro i loro effetti ambientali (di ordine fisico-chimico, ecologico, estetico, sociale). Nelle caselle di intersezione dei due assi si individua l insieme degli impatti. In genere vengono preparate matrici di diverso livello: quella di primo livello serve per individuare i possibili impatti relativi a un opera considerata nel suo complesso; quelle di secondo livello sono caratterizzate dal fatto che gli elementi ambientali vengono disaggregati in forme più elementari. Nelle matrici di secondo livello si può procedere alla valutazione degli impatti seguendo una scala di valori, positivi e negativi, che, secondo la procedura più diffusa, va da 1 a 10. Mappe sovrapposte. Sono costituite da una serie di mappe trasparenti del suolo, ciascuna riferita a un determinato effetto ambientale rappresentato mediante ombreggiature più o meno accentuate. Sovrapponendo le varie mappe si ottiene la percezione delle aree a maggiore o minore intensità di impatto globale. La loro compilazione è affidabile a procedure computerizzate. 2.2.3 Sintesi procedurale. La VIA si caratterizza per l introduzione di nuovi strumenti di conoscenza nel processo decisionale. La sua applicazione richiede la seguente procedura: a. il proponente di un progetto da sottoporre a VIA redige uno studio sul potenziale impatto che tale progetto avrebbe sull ambiente. Lo studio di impatto ambientale contiene l analisi del progetto e dell ambiente interessato; individua le alternative possibili e le misure tese a eliminare o ridurre gli impatti dell intervento; descrive e valuta gli inevitabili impatti conseguenti alla realizzazione del progetto; b. la competente autorità amministrativa pone in atto una fase istruttoria di verifica, anche mediante la consultazione di enti e cittadini interessati. L istruttoria si conclude con la redazione di un documento finale, il Bilancio di impatto ambientale, che riporta la documentazione raccolta, i risultati dell istruttoria, la valutazione dell impatto e le eventuali condizioni poste alla realizzazione dell intervento; c. l autorità competente pubblicizza gli atti della VIA e predispone adeguate forme di controllo sul rispetto delle condizioni poste. M05_Valutazione_Beni.indd 297 M 5/31/18 11:12 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini