SEZIONE M

e ini e n ni r- di na- e e e e: e ee adi nne. e e aà o si ne e a, ei, ANALISI COSTI-BENEFICI E VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE (STIME EX-ANTE) M 299 e che definiscono il quadro di riferimento per l applicazione dei progetti già elencati nella direttiva 85/337/CEE per i quali, in considerazione dei possibili effetti sui siti, si ritiene necessaria una valutazione ambientale. Inoltre, gli Stati membri possono determinare altre tipologie di piani o programmi che possono avere effetti significativi sull ambiente. Per valutazione ambientale si deve intendere un complesso di azioni che riguardano: 1. l elaborazione di un rapporto d impatto ambientale; 2. la realizzazione delle consultazioni; 3. la valutazione del rapporto ambientale e dei risultati delle consultazioni nell iter decisionale; 4. la messa a disposizione delle informazioni. Sono previste alcune esclusioni dal campo di applicazione della direttiva, tra cui: 1. piani e programmi destinati esclusivamente a scopi di difesa nazionale o di emergenza civile; 2. piani e programmi finanziari o di bilancio. La direttiva stabilisce modi e termini di stesura del rapporto ambientale, che deve individuare, descrivere e valutare gli effetti significativi che l attuazione del piano o del programma potrebbe avere sull ambiente. La relazione deve inoltre contenere le ragionevoli alternative alla luce degli obiettivi e dell ambito territoriale del piano e del programma. Criterio generale per determinare il contenuto del Rapporto è la ragionevolezza; le informazioni da comprendere possono essere ragionevolmente richieste in virtù: delle conoscenze attuali e dei metodi di valutazione; dei contenuti e del livello di dettaglio del piano o del programma; della fase in cui il piano sarà utilizzato nell iter decisionale; della misura in cui taluni aspetti possono essere più adeguatamente valutati in altre fasi dell iter. Gli Stati membri designano le autorità che devono essere consultate in base alle specifiche competenze ambientali e individuano i settori di popolazione, le ONG (Organizzazioni Non Governative) e le associazioni destinatarie dell attività di consultazione. La direttiva affida agli Stati membri il ruolo di controllare gli effetti ambientali significativi dell attuazione dei piani e dei programmi, al fine di individuare tempestivamente gli effetti negativi imprevisti ed essere in grado di adottare le misure correttive ritenute opportune. Inoltre, al fine di evitare una duplicazione di monitoraggio, possono essere predisposti meccanismi di controllo. Gli Stati membri devono inoltre mettere in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva. A livello nazionale la direttiva 2001/42/CE è stata recepita con la parte seconda del d.lgs. 3/4/2006, n. 152, entrata in vigore il 31/7/2007, modificata e integrata dal d.lgs. 16/1/2008, n. 4, entrato in vigore il 13/02/2008 e dal d.lgs. 29/6/2010, n. 128, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 11/8/2010, n. 186. La valutazione ambientale di piani e programmi che possono avere un impatto significativo sull ambiente, secondo quanto stabilito nell art. 4 del d.lgs. 152/2006 ha la finalità di garantire un elevato livello di protezione dell ambiente e contribuire all integrazione di considerazioni ambientali all atto dell elaborazione, dell adozione M05_Valutazione_Beni.indd 299 M 5/31/18 11:12 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini