3. Stima del danno ambientale (valutazione ex-post)

M 302 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - VALUTAZIONE DEI BENI AMBIENTALI Per gli impianti esistenti già autorizzati, la richiesta di rilascio, modifica sostanziale o rinnovo di uno dei titoli abilitativi di cui all articolo 3 del decreto fa scattare la procedura AUA. L AUA sostituirà tutte le autorizzazioni ambientali sopraccitate e citate nel modello, portandole a una durata pari a 15 anni. M.5 3. Stima del danno ambientale (valutazione ex-post) 3.1 Quadro normativo. Il concetto di danno ambientale è stato introdotto nella legislazione nazionale dalla legge n. 349 del 1986 che ha istituito il Ministero dell Ambiente che all art. 18 (così come integrato dall art. 144 della legge 2000, n. 388) dispone quanto segue. 1. Qualunque fatto doloso o colposo in violazione di disposizioni di legge o di provvedimenti adottati in base a legge che comprometta l ambiente, ad esso arrecando danno, alterandolo, deteriorandolo o distruggendolo in tutto o in parte, obbliga l autore del fatto al risarcimento nei confronti dello Stato. [ ] 3. L azione di risarcimento del danno ambientale, anche se esercitata in sede penale, è promossa dallo Stato, nonché dagli enti territoriali sui quali incidano i beni oggetto del fatto lesivo. [ ] 6. Il giudice, ove non sia possibile una precisa quantificazione del danno, ne determina l ammontare in via equitativa, tenendo comunque conto della gravità della colpa individuale, del costo necessario per il ripristino e del profitto conseguito dal trasgressore in conseguenza del suo comportamento lesivo dei beni ambientali. [ ] 8. Il giudice, nella sentenza di condanna, dispone, ove possibile, il ripristino dello stato dei luoghi a spese del responsabile . La norma prevede che il giudice verifichi la possibilità che il danno possa essere quantificato in termini monetari e, quando ciò non sia possibile, ricorra a una valutazione in via equitativa facendo riferimento al profitto conseguito dal trasgressore o ai costi di ripristino. Si noti che, secondo quanto stabilito dal comma 8, il responsabile del danno deve in ogni caso farsi carico delle spese di ripristino e quindi di fatto l unico riferimento certo per la quantificazione su base equitativa è costituito dal profitto del trasgressore. In realtà, però, il profitto indebito può essere irrilevante rispetto al danno arrecato all ambiente e, quindi, sembra opportuno che la stima sia sempre basata sulla quantificazione del danno, anche in considerazione dei notevoli progressi compiuti in questa direzione dalle discipline estimative a partire dagli anni Ottanta. Al fine di una corretta quantificazione del danno ambientale, così come definito dalla legislazione italiana, è importante distinguere nettamente tra il concetto economico di danno e quello giuridico. Come si è già osservato, da un punto di vista economico possiamo considerare danno ambientale la riduzione del flusso di beni e servizi prodotti dai sistemi ecologici, cui vanno aggiunti gli eventuali costi di ripristino. Da un punto di vista giuridico, invece, è stata rilevata una importante distinzione tra danno patrimoniale (che grava su singoli soggetti) e danno ambientale (che grava sull intera collettività). Con sentenza della Sezione I civile n. 9211 dell 1/9/1995, la Corte di Cassazione ha infatti precisato che [ ] bisogna distinguere tra danno ai singoli beni di proprietà pubblica o privata, o a posizioni soggettive individuali M05_Valutazione_Beni.indd 302 5/31/18 11:12 AM c u b n b n m r d r d p tu v v p e t in n c v b a in s le id fl p to d s d

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini