SEZIONE M

o eel a mo- o - e, o a al o e ue ndi o e a li ni o oa e ie a5, o li STIMA DEL DANNO AMBIENTALE (VALUTAZIONE EX-POST) M 303 che trovano tutela nelle regole ordinarie, e danno all ambiente considerato in senso unitario, in cui il profilo sanzionatorio, nei confronti del fatto lesivo del bene ambientale, comporta un accertamento che non è quello del mero pregiudizio patrimoniale, bensì della compromissione dell ambiente, vale a dire della lesione in sé del bene ambientale [ ] . Il danno ambientale assume, quindi, secondo il nostro ordinamento giuridico, natura diversa dal danno patrimoniale così come diversi saranno i riferimenti normativi da considerare ai fini della quantificazione dell indennizzo. Quando il danno riguardi singoli beni (siano essi privati o pubblici), il suo risarcimento sarà regolato dalle norme riportate dagli artt. 2043 e seguenti del codice civile; quando invece riguardi un sistema ambientale, si dovrà fare riferimento all art. 18 della legge 349 del 1986. Riprendendo la formulazione illustrata in precedenza potremo distinguere due componenti nel valore delle risorse ambientali: l una di natura privata (BP ) e l altra di natura pubblica (BS ): t s t s 1 1 V 5 a a aBPnj n b 1 a a aBSnj n b 5 VP 1 VS q q n51 j51 n51 j51 Si avrà quindi un valore privato e un valore sociale. La distinzione operata dalla Corte di Cassazione non è peraltro di interpretazione univoca, specie quando si tratti di definire concretamente cosa debba essere oggetto di valutazione e come debba essere valutato. L ambiente, come più volte osservato, non può avere alcun valore in sé poiché il concetto di valore origina in ogni caso dall uomo e dai suoi bisogni; l ambiente ha valore solo se è in grado di produrre benefici. La puntualizzazione fatta dalla Corte di Cassazione merita quindi ulteriori approfondimenti interpretativi. Essa nasce indubbiamente dalla necessità di evitare che una stessa azione dolosa possa dar luogo a procedimenti penali diversi, ma rende incerto il limite tra cosa debba intendersi per danno ambientale da un punto di vista giuridico. Per certi versi si potrebbe affermare che quando il danno vada a gravare su singole categorie di beni chiaramente e univocamente individuabili, allora non siamo in presenza di danno ambientale. Quando, al contrario, la modificazione dell ambiente danneggi un intera collettività in modo indistinto e senza che sia possibile ricostruire il danno sofferto da ogni singolo soggetto (pubblico o privato), allora in presenza di danno ambientale. Nel caso di un bosco, non può essere considerato danno ambientale la perdita di legname, ma costituiranno sicuramente danno ambientale la perdita della funzione idrogeologica, la perdita di conservazione dell atmosfera, quella di conservazione della flora e della fauna, ricreativa e paesaggistica. Per queste funzioni, infatti, non è possibile individuare con precisione l insieme dei possibili soggetti danneggiati poiché il beneficio può interessare una popolazione molto ampia. Benché un eventuale dissesto idrogeologico conseguente al deterioramento del bosco possa danneggiare l abitazione di un privato, il valore idrogeologico del bosco va oltre il danno subito dal singolo privato, interessando l equilibrio complessivo di territori molto vasti. M05_Valutazione_Beni.indd 303 M 5/31/18 11:12 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini