3.2 Riferimenti metodologico-operativi

M 304 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - VALUTAZIONE DEI BENI AMBIENTALI Da un punto di vista giuridico andranno a costituire il danno ambientale la perdita di quei benefici che assumono la natura di beni pubblici puri e di beni comuni, per i quali non vale il principio di escludibilità nel consumo. L assenza di escludibilità non rende possibile individuare in modo definitivo e univoco l insieme dei soggetti coinvolti. 3.2 Riferimenti metodologico-operativi. In linea teorica si può affermare che il valore economico totale di un sistema ecologico (cioè il suo valore patrimoniale) è dato dall accumulazione all attualità del flusso di benefici futuri che è in grado di generare. Il danno ambientale comporta, quindi, una riduzione del valore patrimoniale di un sistema ecologico. Come osservato, però, in base alla normativa italiana, solo l interruzione del flusso di alcune categorie di benefici può assumere la natura di danno ambientale. Si tratta di tutti i benefici che assumono la natura di beni pubblici o di beni comuni, per i quali non valgono i principi di escludibilità e di rivalità. Come si è visto, la quantificazione del danno ambientale, in base alla legge n. 349 del 1986 e alle norme che ne hanno ripreso il dettato (®l allegato al presente capitolo), si incentra essenzialmente su due elementi: determinazione dei costi di ripristino; stima del danno. Sia l entità dei costi di ripristino che quella dei danni dipendono essenzialmente dal grado di reversibilità e di ripristinabilità dei sistemi ambientali danneggiati. Al riguardo si può osservare che un danno è da considerarsi reversibile quando l ambiente è in grado di ritornare spontaneamente all equilibrio ecologico preesistente al danno stesso. Una trasformazione dell ambiente può invece essere considerata ripristinabile se, tramite opportune azioni, è possibile ricondurre l ambiente alla sua situazione iniziale. Nella Tabella 5.1 sono riassunte schematicamente le diverse componenti del danno TAB. 5.1 Inquadramento delle procedure di stima del danno ambientale a seconda dell irreversibilità e della ripristinabilità del danno Ripristinabilità Tipo di danni Irreversibile dal punto di vista naturale Non ripristinabile perdita illimitata di beni perdita illimitata di servizi aumento illimitato dei costi perdita illimitata di parte dei beni e servizi e aumento illimitato di parte dei costi perdita limitata di parte dei beni e servizi e aumento limitato di parte dei costi costi di ripristino perdita limitata di beni e servizi e aumento limitato nel tempo dei costi costi di ripristino perdita limitata di beni e servizi e aumento limitato nel tempo dei costi costi di ripristino perdita limitata di beni e servizi e aumento limitato nel tempo dei costi Ripristinabile Reversibile I tempi di ritorno alla situazione originaria possono essere convenientemente accelerati da azioni di ripristino I tempi di ritorno alla situazione originaria non possono essere convenientemente accelerati da azioni di ripristino M05_Valutazione_Beni.indd 304 m d e d fi in b s a z n p s t c c c s d Reversibilità Parzialmente ripristinabile a n z s b p c a d la in c 5/31/18 11:12 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini