SEZIONE M

di li o- il o e. ee i, el si a e Al me a o STIMA DEL DANNO AMBIENTALE (VALUTAZIONE EX-POST) M 305 ambientale che si possono avere a seconda del diverso grado di reversibilità e ripristinabilità del danno stesso. In primo luogo è opportuno sottolineare che in taluni casi il danno può essere totalmente irreversibile e totalmente non ripristinabile. In questa situazione il danno sarà determinato unicamente dalla perdita di benefici prodotti dall ambiente. All estremo opposto avremo situazioni in cui il danno risulta totalmente reversibile e/o ripristinabile. In questo caso il danno potrà essere determinato analizzando la perdita limitata di benefici cui andranno aggiunti i costi di ripristino. Quando i tempi di ripristino sono rapidi, la componente relativa alla perdita di benefici potrà essere trascurata, specie se la sua stima sia complessa e incerta. Si avranno inoltre numerose situazioni intermedie caratterizzate da un diverso grado di ripristinabilità e di reversibilità. La quantificazione del danno avverrà quindi considerando la durata e l entità delle singole categorie di benefici e/o di maggiori costi. Operando ex-post la quantificazione di alcune categorie di danno può risultare assai complessa, specie utilizzando il metodo della valutazione contingente: innanzitutto, perché l analisi effettuata a posteriori avverrà sempre su base presuntiva, non essendo possibile osservare nella realtà l entità dei benefici; in secondo luogo, perché tramite la valutazione contingente si potrebbero ottenere facilmente valori sovrastimati a causa della tendenza delle popolazioni coinvolte ad assumere un atteggiamento di tipo strategico e quindi a sopravvalutare il danno subito. In questo caso potrà essere utile far riferimento a valori ottenuti in altre ricerche oppure cercare di valutare un bene simile, ma non interessato dal danno. Il cosiddetto metodo del trasferimento dei benefici (o benefit transfer) potrebbe consentire un valido supporto all estimatore poiché permetterebbe di realizzare una sorta di stima comparativa . Il problema in questo caso, almeno con riferimento alla realtà nazionale, è costituito dall assenza di una banca dati in grado di fornire adeguate informazioni. Un ulteriore precauzione deve essere presa quando si debbano valutare i danni utilizzando le procedure dell estimo privato. Va infatti richiamato che, in base alla citata sentenza della Corte di Cassazione, la stima del danno deve essere fatta in un ottica pubblica e non privata. In questo caso bisognerà necessariamente fare riferimento ai criteri stabiliti dall analisi costi-benefici per i progetti d investimento. Sia i costi sia i benefici dovranno essere quanto meno depurati da tutte quelle voci che, da un punto di vista sociale, costituiscono dei trasferimenti. Diversa è la situazione per quanto attiene la quantificazione dei costi di ripristino, che andranno sempre calcolati a prezzi di mercato poiché costituiscono le spese vive che dovranno essere pagate da chi ha commesso il reato ambientale al fine di ripristinare la situazione originaria. Per la quantificazione dei costi di ripristino si porranno in genere i problemi che si incontrano nella stima del valore di costo. Si potrà procedere attraverso il computo metrico-estimativo oppure per confronto con le spese sostenute in situazioni analoghe. M05_Valutazione_Beni.indd 305 M 5/31/18 11:12 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini