1.2 Cartografia catastale

ALI e inà ., a ni e- e s- ai e ei re e- mi e a- ASPETTI INTRODUTTIVI E SERVIZI M 307 la costituzione dell anagrafe integrata dei beni immobiliari esistenti sul territorio nazionale; l integrazione delle attività statali in materia con quelle attribuite agli enti locali; la gestione dell Osservatorio del Mercato Immobiliare con i connessi servizi estimativi; il supporto al processo di decentramento delle funzioni catastali agli enti locali. Il Catasto italiano ha finalità fiscali, giuridiche e civili; è un Catasto geometrico, particellare, per qualità, classi e tariffe, non probatorio, diviso in Catasto Terreni e Catasto Fabbricati. Gli uffici aperti al pubblico permettono la visura, la richiesta di documenti e l accettazione degli aggiornamenti. 1.2 Cartografia catastale. Tra i documenti conservati presso gli Uffici, particolare importanza riveste la cartografia catastale, che rappresenta la planimetria di ciascun Comune. Come si è detto, il Catasto moderno è geometrico particellare, per cui il territorio di ciascun Comune viene rappresentato planimetricamente per mezzo di mappe catastali. La mappa catastale, o mappa particellare, deriva dalle operazioni di rilevamento topografico operate nella fase di formazione del Catasto. Queste operazioni hanno portato a costituire la cosiddetta mappa del Catasto dei terreni. La mappa terreni è l unica mappa originale, in quanto derivata dal rilevamento topografico. Ad essa si affianca una mappa urbana che rappresenta le porzioni edificate del territorio. La necessità di elaborare una mappa urbana è derivata dal fatto che la mappa terreni, generalmente rappresentata in scala 1:2000, risultava inadatta a configurare in modo chiaro le particelle edificate aventi dimensioni assai ridotte. La mappa urbana, pertanto, è stata elaborata in scale maggiori (1:1000 o 1:500), ma sempre mediante elaborazioni della mappa terreni, nei confronti della quale essa risulta meno rigorosa. Pertanto, è la mappa terreni che, derivando da rilievi diretti, costituisce la rappresentazione più precisa e attendibile. La mappa terreni è costituita da un insieme di documenti cartografici qui di seguito riepilogati. 1. Quadro di unione: per ciascun Comune indica, in scala 1:25.000, la suddivisione del territorio comunale in fogli di mappa numerati progressivamente. 2. Fogli di mappa: sono identificati da un numero romano, hanno dimensioni di 100 3 70 cm e riportano, generalmente in scala 1:2000, una porzione di territorio comunale suddivisa in particelle (dette anche mappali ), contraddistinte da un numero arabo; vi sono alcune eccezioni, come le chiese, i cimiteri, i monumenti, per i quali, anziché mediante un numero, la particella viene identificata mediante un carattere alfabetico maiuscolo. 3. Allegati ai fogli di mappa: sono estratti di fogli di mappa aventi lo scopo di rappresentare, in scala maggiore (1:1.000-1:500), porzioni di territorio molto frazionate; si identificano col numero del foglio di mappa da cui provengono e con una lettera maiuscola additiva (es. Allegato A del foglio 79). In tempi recenti si è avviata la costituzione di una mappa digitale, ottenuta mediante trasferimento su supporto magnetico delle informazioni relative alla mappa del territorio. La nuova cartografia catastale (art. 11, d.m. 2/1/1998, n. 28) è quindi costituita da un archivio informatico e presenta i seguenti requisiti: 1. è definita e appoggiata a una maglia di riferimento di punti fiduciali individuati, sia in senso planimetrico che altimetrico, nel sistema di riferimento nazionale; M06_Agenzia.indd 307 M 5/31/18 11:13 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini