2.1.1 Operazioni estimative

ALI ti a ni e FORMAZIONE DEL CATASTO TERRENI (CT) M 311 2.1.1 Operazioni estimative. Le operazioni estimative hanno come obiettivo la determinazione degli estimi, ovverosia dei redditi imponibili attribuibili alle proprietà fondiarie. Il sistema fiscale italiano prevede l accertamento indiretto delle rendite imponibili relative ai beni fondiari; per questi, infatti, i redditi imponibili non vengono individuati fondo per fondo, ma mediante un procedimento per classi e tariffe. Esso consiste nell effettuare la stima delle tariffe, ossia delle rendite medie unitarie attribuibili a ciascuna qualità e classe di coltura; in relazione alle tariffe così determinate vengono poi attribuite ai singoli fondi le rendite imponibili catastali in base alle dimensioni (consistenze) e al classamento delle particelle di cui essi sono costituiti. Qualificazione. La qualificazione consiste nel distinguere i terreni di ciascun Comune secondo qualità definite: da seminativo (1) a incolto sterile (30). Classificazione. La classificazione consiste nel suddividere ciascuna qualità di coltura in tante classi quanti sono i gradi notevolmente diversi della rispettiva produttività. Si assegna la classe prima ai terreni più produttivi, la classe seconda , terza e così via mano a mano che diminuisce la produttività. Classamento. II classamento consiste nell assegnare a ciascuna particella del Comune la qualità e la classe che le competono. Esso rappresenta la vera operazione estimativa, in quanto il perito esamina in loco tutte le particelle catastali, esprime il proprio giudizio una per una, assegnando a ciascuna una determinata qualità e classe. Pubblicazione e attivazione. Concluse le operazioni di formazione, si procede alla pubblicazione, all albo di ciascun Comune, dei risultati del rilevamento (mappe) e delle operazioni estimative. Raccolti i reclami dei possessori e risolte le controversie, si passa all attivazione, ossia all allestimento degli atti necessari per rendere attivo e operante il Catasto. Poiché il CT è in conservazione da alcuni decenni, le suddette operazioni hanno solo importanza storica. Ciò che invece risulta attuale e rilevante è la pubblicazione dei risultati delle revisioni degli estimi che, secondo quanto statuisce il d.P.R. 597/1973, dovrebbero essere attuate ogni decennio. Le nuove tariffe di R.D. e di R.A. risultanti dalla revisione, così come le deduzioni fuori tariffa, vengono pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale. Ogni particella che possiede una qualità di coltura è capace di produrre un reddito proprio rappresentato da: Reddito dominicale (RD): costituito dal beneficio fondiario (Bf) al lordo delle imposte; Reddito agrario (RA): costituito dagli interessi sul capitale agrario e dal compenso al lavoro direttivo. M 2.2 Fabbricati rurali. Con il Decreto Salva Italia (d.l. 201/2011) è stato imposto il definitivo accatastamento dei fabbricati rurali al Catasto Urbano, al fine di attribuire anche a questa tipologia di immobili la rendita catastale e quindi il il pagamento dell Imu. La dichiarazione al Catasto dei Fabbricati doveva essere effettuata entro il 30/11/2012. Le caratteristiche degli immobili, perché sussista l obbligo di accatastamento, sono: essere dotati di autonomia funzionale e reddituale; non essere ancora censiti al Catasto Edilizio Urbano. In tal caso, è obbligatorio procedere all accatastamento dell immobile, con l ausilio di un tecnico abilitato. M06_Agenzia.indd 311 5/31/18 11:13 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini