SEZIONE M

ALI o o i lati ti o oe n o ee el r oe i. ti n 0, ri o, o M 321 FORMAZIONE DEL CATASTO TERRENI (CT) osservazioni riportate è possibile ricostruire autonomamente l oggetto del rilievo. In questo elaborato le informazioni sono standardizzate in tipologie identificate da un numero di riga, secondo lo schema riportato in Figura 6.6. Tipo di riga 0 data protocollo comune foglio Tipo di riga 4 Tipo di riga 5 nome professionista nome stazione Tipo di riga 1 titolo provincia materializzazione del punto Tipo di riga 2 nome punto osservato angolo azimutale Tipo di riga 3 mappali distanza ridotta numero dei vertici della poligonale materializzazione del punto elenco nomi dei vertici della poligonale nome punto di inizio dell allineamento nome punto di orientamento dell allineamento distanza progressiva nome punto osservato dal punto di inizio dell allineamento angolo di correzione materializzazione del punto iniziale squadro materializzazione del punto note di commento (a disposizione 40 caratteri per ogni riga tipo 6) Tipo di riga 6 numero vertici del contorno Tipo di riga 7 Tipo di riga 8 nome Tipo di riga 9 quota media elenco nomi dei vertici del contorno coordinate x (N) coordinate y (E) codice note o dati del tipo precedente precisione lineare precisione angolare est (y) media versione Pregeo note FIG. 6.6 Tipi di riga nel libretto delle misure. Nel campo materializzazione del punto sono ammesse le seguenti abbreviazioni: sf : spigolo di fabbricato; pl : picchetto in legno; pf : picchetto in ferro; pa: punto ausiliario non stabilmente materializzato. Il tipo riga 6, essendo legato a note di commento, rappresenterà spesso l inizio del libretto delle misure in quanto vi saranno indicate la metodologia operativa, la strumentazione utilizzata e la quota media s.l.m. Il libretto si conclude con una o più righe tipo 7, nelle quali confluiscono le informazioni relative alla definizione delle linee spezzate di congiungimento dei punti che compongono l oggetto del rilievo. Nel caso in cui il numero di vertici della spezzata sia superiore a 10, l elenco riprende sulla riga successiva avendo l avvertenza di riportarvi zero come numero dei vertici. 202 201 M 203 d di 103 301 c te i; e 88 a 102 FIG. 6.7 Frazionamento del mappale 88 in 4 nuove particelle. M06_Agenzia.indd 321 302 b 101 401 402 5/31/18 11:14 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini