SEZIONE M

ALI e e a e i. e di a . a bi. a u- al o i e i o a - b- o, r ee i, e di e n o CATASTO FABBRICATI M 325 Il d.m. 2/1/1998, n. 28, definisce l unità immobiliare come una porzione di fabbricato o un insieme di fabbricati, ovvero un area che, nello stato in cui si trova e secondo l uso locale, è potenzialmente autonoma sia sotto l aspetto funzionale che reddituale. Costituiscono unità immobiliari non solo quelle inserite nel tessuto urbano, ma anche le abitazioni e gli altri immobili strumentali all esercizio dell attività agricola che, come tali, vanno denunciati autonomamente in Catasto. Per i fabbricati rurali vengono acquisiti, da parte dell Amministrazione catastale, quelli già censiti al Catasto Terreni, che saranno gestiti alla stessa stregua di quelli di nuova acquisizione e dei fabbricati urbani. Secondo il CdF, un fabbricato è rurale se: 1. è l abitazione delle persone (e dei familiari e conviventi a carico) o dei lavoratori addetti alla coltivazione o alla custodia dei fondi e del bestiame; 2. è un ricovero per animali; 3. è un luogo di custodia di macchine e attrezzi; 4. è un opera per la protezione delle piante (serra) o per la conservazione di prodotti agro-zootecnici. Il passaggio dei fabbricati rurali al CdF ha però comportato una scissione nel modo di vedere i fabbricati rurali: essi, infatti, sono trattati nel CdF a livello catastale e nel NCT a livello fiscale, in relazione alle attività agricole a cui sono connessi. Oltre ai fabbricati urbani e rurali, il CdF deve censire anche alcuni stabili che non hanno attribuzione di reddito e che quindi vengono solo identificati. Questi sono: fabbricati in costruzione o in definizione; costruzioni altamente degradate e che quindi non possono produrre reddito; aree urbane ; lastrici solari. A ciascuna unità immobiliare e comunque a ogni bene immobile, quando ne occorra l univoca identificazione, è attribuito un identificativo catastale (costituito in genere dal numero della particella catastale seguito da un subalterno). Per comprendere la necessità di ricorrere al suddetto identificativo catastale, si consideri un condominio composto da più unità immobiliari. La posizione spaziale dell edificio, evidenziata dai dati planimetrici del terreno su cui insiste, non consente una completa identificazione catastale delle unità immobiliari. Infatti, identificando la sola particella catastale, manca l elemento che posiziona l unità immobiliare in altezza. Tale elemento è costituito dal subalterno, il cui numero, strettamente connesso con quello della particella e con il numero del foglio di mappa, concorre a identificare l unità immobiliare. Per comprendere il concetto di unità immobiliare si ritiene utile fornire qualche esempio. Si consideri, ad esempio, un condominio costituito da 20 abitazioni, 2 negozi, 15 box auto e 22 cantine, tutti dotati di accesso proprio. Tutte le abitazioni, i negozi e i box costituiscono autonome unità immobiliari, in quanto suscettibili di fornire un proprio reddito indipendente. Le cantine, invece, costituiscono accessori a servizio di alcune delle unità immobiliari descritte. Per contro, si consideri un villino costituito da un fabbricato a uso abitativo, da un area scoperta adibita a giardino e da un locale interrato adibito a box auto, dotato di accesso proprio. Si avrà un unità immobiliare costituita dall abitazione e dal giardino considerato area accessoria, e una seconda unità immobiliare costituita dal box auto. M06_Agenzia.indd 325 M 5/31/18 11:14 AM

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ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini