SEZIONE M

ALI e e. iè i- à; e a e a e . e o, o- e rà gi . R. a di n o 2, e CATASTO FABBRICATI M 327 A Nuovo quadro generale delle categorie (d.P.R. 23/3/1998, n. 138) Unità immobiliari ordinarie Gruppo R Unità immobiliari a destinazione abitativa di tipo privato e locali destinati a funzioni complementari R/1 Abitazioni in fabbricati residenziali e promiscui. R/2 Abitazioni in villino e in villa. R/3 Abitazioni tipiche dei luoghi. R/4 Posti auto coperti, posti auto scoperti su aree private, locali per rimesse di veicoli. Gruppo P Unità immobiliari a destinazione pubblica o di interesse collettivo P/1 Unità immobiliari per residenze collettive e simili. P/2 Unità immobiliari per funzioni sanitarie. P/3 - Unità immobiliari per funzioni rieducative. P/4 Unità immobiliari per funzioni amministrative, scolastiche e simili. P/5 - Unità immobiliari per funzioni culturali e simili. Gruppo T Unità immobiliari a destinazione terziaria T/2 Magazzini, locali di deposito e laboratori artigianali. T/3 Fabbricati e locali per esercizi sportivi. T/4 Pensioni. T/5 Autosilos, autorimesse e parcheggi a raso di tipo pubblico. T/6 Stalle, scuderie e simili. T/7 Uffici, studi e laboratori professionali. B Nuovo quadro generale delle categorie (d.P.R. 23/3/1998, n. 138) Unità immobiliari speciali Gruppo V Unità immobiliari speciali per funzioni pubbliche o di interesse collettivo V/1 Stazioni per servizi di trasporto terrestri, marittimi, aerei ed impianti di risalita. V/2 Stabilimenti balneari e di acque curative. V/3 Fiere permanenti, recinti chiusi per mercati, posteggi bestiame e simili. V/4 Fabbricati destinati all esercizio pubblico dei culti, cappelle e oratori. V/5 Ospedali. V/6 Fabbricati, locali, aree attrezzati per esercizi sportivi e per divertimento, arene, parchi, zoo. V/7 Unità immobiliari a destinazione pubblica o di interesse collettivo, non censibili nelle categorie del gruppo P per presenza di caratteristiche non ordinarie ovvero non riconducibili per destinazione alle altre categorie del gruppo V. M Gruppo Z Unità immobiliari speciali a destinazione terziaria, produttiva e diversa Z/1 Unità immobiliari per funzioni produttive. Z/2 Unità immobiliari per funzioni produttive connesse all agricoltura. Z/3 Unità immobiliari per funzioni terziario-commerciali. Z/4 Unità immobiliari per funzioni terziario-direzionali. Z/5 Unità immobiliari per funzioni ricettive. Z/6 Unità immobiliari per funzioni culturali e per lo spettacolo. Z/7 Stazioni di servizio per la distribuzione del carburante agli autoveicoli. Z/8 Posti barca compresi nei porti turistici. Z/9 Edifici galleggianti o sospesi assicurati a punti fissi al suolo. Z/10 Unità immobiliari a destinazione residenziale o terziaria, non censibili nelle categorie dei gruppi R e T per presenza di caratteristiche non ordinarie ovvero non riconducibili per destinazione alle altre categorie del gruppo Z. M06_Agenzia.indd 327 5/31/18 11:14 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini