SEZIONE M

ALI a a il il ri a ). i, CATASTO FABBRICATI M 329 immobili a destinazione speciale Gruppo D D/1 Opifici (fabbricati destinati ad attività industriali). D/2 Alberghi e pensioni. D/3 Teatri, cinematografi, sale per concerti e simili. D/4 Case di cura e ospedali (se hanno fini di lucro). D/5 Istituti di credito, cambio e assicurazione. D/6 Fabbricati e locali per esercizi sportivi (se hanno fini di lucro). D/7 Fabbricati costruiti o adattati per speciali esigenze di attività industriali e non suscettibili di diversa destinazione senza radicali trasformazioni. D/8 Fabbricati costruiti o adattati per speciali esigenze di attività commerciali e non suscettibili di diversa destinazione senza radicali trasformazioni. D/9 Edifici galleggianti o sospesi assicurati a punti fissi del suolo; ponti privati soggetti a pedaggio. D/10 Residence. D/11 Scuole e laboratori scientifici privati. D/12 Posti barca in porti turistici, stabilimenti balneari. immobili a destinazione particolare Gruppo E E/1 Stazioni per servizi di trasporto terrestri, marittimi e aerei. E/2 Ponti comunali e provinciali soggetti a pedaggio. E/3 Costruzioni e fabbricati per speciali esigenze pubbliche (edicole, chiostri, ecc.). E/4 Recinti chiusi per speciali esigenze pubbliche (mercati, posteggi, ecc.). E/5 Fabbricati costituenti fortificazioni e loro dipendenze. E/6 Fari, semafori, torri per orologi pubblici comunali. E/7 Fabbricati destinati all esercizio pubblico del culto. E/8 Fabbricati e costruzioni nei cimiteri, esclusi i colombari, i sepolcri e le tombe di famiglia. E/9 Edifici a destinazione particolare non compresi nelle categorie precedenti del gruppo E. M Gruppo F F/1 Area urbana (aree edificabili, stralci di corti di fabbricati, ecc.). F/2 Unità collabenti (fabbricati in disuso, ruderi, ecc.). F/3 Unità in corso di costruzione (da censire, ad esempio, per trasferimento di proprietà). F/4 Unità in corso di definizione. F/5 Lastrici solari. Con la nuova qualificazione prevista dal d.P.R. 23/3/1998, n. 138, viene adottata un unica unità di misura della consistenza, che è la superficie catastale espressa in metri quadrati. M06_Agenzia.indd 329 5/31/18 11:14 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini