3.2.4 Formazione delle tariffe

M 332 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - AGENZIA DELLE ENTRATE E SERVIZI CATASTALI ma anche di definire, sulla base di caratteri prestabiliti, il classamento e l ammontare della rendita imponibile da assegnare all immobile, sia pure come proposta suscettibile di verifica da parte dell Ufficio. I caratteri da considerare ai fini del classamento riguardano la qualità urbana e ambientale e le caratteristiche edilizie dell immobile. Questi caratteri sono espressi mediante due ordini di fattori: quello posizionale e quello edilizio. Il fattore posizionale rappresenta i caratteri della microzona e dei luoghi circostanti il fabbricato, purché siano permanenti e significativi. Il fattore edilizio rappresenta i seguenti caratteri: dimensione e tipologia; destinazione funzionale; epoca di costruzione; struttura e dotazione impiantistica; pertinenze comuni ed esclusive; livello di piano. in d s 3.2.4 Formazione delle tariffe. La tariffa esprime, in moneta legale, la rendita imponibile dell unità di consistenza catastale di ciascuna categoria e classe. A seconda delle unità di consistenza adottate, quindi, le tariffe d estimo si esprimono in /vano, /m3, /m2. Si è detto, comunque, che la misura della consistenza catastale è in fase di unificazione e sarà costituita dal metro quadrato. Con la prima revisione degli estimi, disposta con d.m. 20/1/1990, si abbandonò il procedimento basato sulla locazione e si stabilì che le tariffe d estimo delle unità immobiliari a destinazione ordinaria fossero valutate in base al valore unitario di mercato, ordinariamente retraibile. Per le unità immobiliari a destinazione speciale, o particolare, il valore unitario di mercato veniva determinato come media dei valori riscontrati nel biennio della nuova epoca censuaria 1988-89. In attesa che siano rese operanti le tariffe determinate ai sensi dell ultima revisione degli estimi, l amministrazione finanziaria considera le rendite imponibili determinate in base alla revisione del 1990, rendendole attuali mediante apposito coefficiente di rivalutazione (attualmente il 5%). 3.3 Conservazione Catasto Fabbricati. Conservare il Catasto significa mantenerlo funzionante e aggiornato. La recente informatizzazione degli atti catastali ha sostituito i vecchi atti meccanizzati: 1. lo schedario delle partite; 2. lo schedario dei possessori; 3. lo schedario dei numeri di mappa; 4. lo stradario. In loro vece funziona oggi l archivio magnetico, di facile consultazione tramite i video-terminali. Si può quindi affermare che i veri atti ufficiali del Catasto Fabbricati sono, attualmente: 1. l archivio magnetico; 2. la mappa urbana. Con l istituzione della mappa digitale, la mappa urbana perde importanza e la rappresentazione planimetrica del territorio è compresa nell archivio magnetico. 3.3.1 Mappa urbana. Le tradizionali mappe catastali (mappa terreni e mappa urbana) dispongono di una comune simbologia che, nel complesso, soddisfa le esigenze di consultazione fornendo l immediata percezione dello stato dei luoghi rappresentati. Vi è, infatti, un senso logico nel modo di disegnare e colorare i fogli di mappa: la linea continua (che delimita o separa), la linea tratteggiata (che evidenzia, ma non delimita), la linea punteggiata (che sottintende quello che c è, ma non si vede), il segno di graffa (che aggancia), il segno di unione (osso di morto, che unisce), la freccia (che M06_Agenzia.indd 332 5/31/18 11:14 AM 3 r s p n s a b c n in a p 3 li to c d

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini