1.3 Misure di posizione

N 20 APPENDICE - STATISTICA opportuno utilizzare per estremi delle classi valori interi. TAB. 2.1 Numero trattrici T Esempio di distribuzione di frequenza (A) (B) Aziende numero (C) (D) Frequenza cumulata freq. % assoluta relativa (E) (F) Trattrici totali numero % 1 2 8,3 2 8,3 2 2,7 2 5 20,8 7 29,2 10 13,3 3 8 33,3 15 62,5 24 32,0 4 6 25,0 21 87,5 24 32,0 5 3 12,5 24 100,0 15 20,0 Totale 24 100,0 75 100,0 mx 5 12 1.3 Misure di posizione. Indicano la tendenza centrale di una serie di osservazioni e sono i primi parametri sintetici da usarsi, anche se da sole non sono sufficienti per la descrizione statistica di una serie di dati. Gli indici di tendenza centrale usualmente impiegati sono la media, la mediana e la moda. Esistono anche misure di posizione non centrali dette quantili; i più noti sono quartili, decili e percentili. 1.3.1 Media. Può essere calcolata solo per dati quantitativi. Per media, in assenza di altre specificazioni, si intende la media aritmetica1: x5 1 n a xi n i51 c q il dove n è la numerosità della serie, xi è il valore della i-esima osservazione. Nel caso in cui i dati siano raggruppati in classi, si ha la media ponderata: a fi x i n x5 i51 n a fi i51 dove n è il numero delle classi, fi è la frequenza assoluta della classe i-esima e xi è il valore medio della classe i-esima. Più in generale, la media ponderata si calcola quando alla modalità con cui la caratteristica si presenta può essere associato un peso da cui in qualche modo dipende l importanza o il valore della caratteristica stessa. Nel caso dei valori fondiari è noto che il prezzo unitario di un fondo tende a diminuire all aumentare dell estensione dello stesso. In questo caso appare più corretto calcolare la media ponderata rispetto a quella semplice. 1 usuale indicare gli indici relativi alla popolazione statistica tramite una lettera greca e quelli relativi a un campione con una lettera dell alfabeto latino. La media della popolazione è quindi indicata con m mentre quella di un campione con x . N02_1_Statistica_Applicata.indd 20 5/31/18 11:37 AM n in m p te 1 d v u z d il d 1 b

SEZIONE N
SEZIONE N
MATEMATICA, STATISTICA, SPERIMENTAZIONE, MODELLISTICA, MISURAZIONI
La razionalizzazione degli interventi agronomici richiede conoscenze su suolo, clima, colture e sistema biologico (microrganismi, parassiti, malattie, malerbe...), sulle loro interazioni ed evoluzione a seguito degli interventi agronomici. Per quanto possibile, all’approccio descrittivo (qualitativo) dovrebbe seguire quello quantitativo che, coinvolgendo dati numerici, richiede misurazioni o esperimenti che trovano la loro naturale elaborazione con l’ausilio di strumenti matematici, statistici e modellistici, al fine di ottenere conoscenze utili a scopo decisionale.L’aspetto quantitativo può determinare anche differenze qualitative: in base all’andamento economico (aspetto quantitativo), si può avere il fallimento dell’azienda (aspetto qualitativo).Le oscillazioni continue di contenuto idrico del suolo possono comportare sia variazioni quantitative (diminuzione di resa colturale per siccità) sia qualitative (la coltura muore per carenza idrica e la resa si annulla).Per trattare gli aspetti quantitativi, abbiamo bisogno di strumenti matematici che permettano di descrivere le relazioni tra variabili e di prevedere fenomeni e comportamenti semplici. Quando la complessità dei fenomeni da trattare aumenta, cresce anche l’incertezza, cui è legato il rischio. A questo punto possiamo scegliere la strada della descrizione statistica o quella dell’approccio di sistema, con l’applicazione dei modelli di simulazione. L’approccio statistico risulta inoltre fondamentale per trattare errori e variabilità nelle informazioni (compresi i rischi che ne derivano), sia nella sperimentazione di campo sia con i modelli.Nella presente Sezione N del Manuale dell’Agronomo vengono illustrati sinteticamente gli Strumenti matematico-statistici, nonché gli elementi per una corretta applicazione della Sperimentazione e della Modellistica in agricoltura. Completano la trattazione gli elementi relativi ai Sistemi di misura. Spetta all’Agronomo la scelta dello strumento di volta in volta più idoneo allo scopo, per qualità e utilità delle informazioni, ma anche per semplicità e rapidità con le quali si ottengono le informazioni richieste.Nell’attività professionale, l’uso di strumenti di supporto decisionale (modelli, GIS) o di procedure di elaborazione numerica è, oltre che utile, sempre più spesso richiesto dalle normative o dagli enti pubblici con cui il professionista si deve rapportare. Rimane all’Agronomo la responsabilità di verifica normativa e di un uso corretto e consapevole di questi strumenti.Coordinamento di SezioneFrancesco DanusoRealizzazione e collaborazioniMarco Acutis, Pierluigi Bonfanti, Gian Carlo Calamelli, Francesco Danuso, Massimo Lazzari, Tiziano Tempesta